"Questa scuola, che risulta la più premiata a livello
nazionale, porta nel suo Dna il gene della legalità
nel nome di Gaspare Ambrosini, illustre costituzionalista
favarese».
Sono le credenziali su cui è ruotata la conferenza
stampa di ieri convocata dal dirigente scolastico dell’Istituto
Alberghiero "Gaspare Ambrosini" Pippo Salamone
a seguito dei fatti avvenuti il 26 febbraio scorso,
"relativi - ha precisato il preside - al lancio di carta e
pezzetti di gesso dal terzo piano", contro l’auto della
Questura presidiata da un agente, e degli sberleffi a lui
rivolti da un gruppetto d’alunni. Il preside Salamone ha
voluto incontrare i giornalisti e gli organi di stampa per
ribadire la sua ferma condanna di quanto accaduto, ma
anche, senza voler ridimensionare il fatto, per fornire
alcune precisazioni utili per non generalizzare il comportamento
di tre - quattro incivili, maleducati, mascalzoni,
con un istituto da tutti definito d’ eccellenza.
La conferenza stampa è stata convocata, anche per annunciare
i provvedimenti assunti al termine del Consiglio
d’istituto, convocato dal presidente Lino Sorce.
«Purtroppo, è bene precisarlo da subito - ha detto il
preside - che, nonostante le numerose verifiche interne
e la richiesta di collaborazione alla Questura, ad oggi,
non si è riusciti ad individuare i responsabili del grave
gesto che hanno offeso le forze dell’ordine e tutta la
scuola nel suo complesso. Ciò non di meno, proprio per
arginare fenomeni di devianza giovanile e scoraggiare
atteggiamenti di silenziosa e vigliacca omertà, si è
deciso di punire tutti gli alunni delle classi del terzo
piano, dalle cui aule si ritiene si siano affacciati i responsabili
degli atti di inciviltà e di maleducazione, obbligandoli
a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino
al termine dell’anno scolastico, per almeno un pomeriggio
la settimana, con le associazioni di volontariato
presenti sul territorio di Favara. Con questa determinazione
- ha proseguito il capo d’istituto - s’intende
dare una risposta concreta alla gravità del gesto e allo
sgomento provocato: si punisce gli alunni e contemporaneamente
li si educa al senso della legalità, al rispetto
delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui
ciascuno è portatore».
Il preside ha voluto precisare le difficoltà di una
scuola costretta ad operare in locali costruiti per civile
abitazione.
«Questa scuola - ha ricordato il preside - da decenni
offre ai ragazzi la possibilità di crearsi una cultura ed
una preparazione professionale specifica di alto livello,
aprendo prospettive concrete di lavoro e, quindi di
inserimento sociale. Ai giornalisti presenti, poi ha voluto
ricordare le parole di apprezzamento, più volte
espresse nei confronti della scuola dal prefetto Postiglione,
per l’incessante lavoro di sviluppo culturale
propositivo nei confronti degli alunni e della società civile.
«L’incontro con la stampa - ha concluso - ha stimolare
la restituzione d’immagine che questa scuola merita
per il lavoro che svolge da oltre trent’anni Se qualche
fatto riprovevole accade, chiediamo scusa. La polizia
era presente quel giorno proprio per un corso sulla
legalità, a dimostrazione del fatto che c’è piena consapevolezza
sulla necessità di creare cultura e coscienza
civica oltre che addestramento professionale.
Per onestà intellettuale, chiediamo a quanti hanno
"abusato" nei commenti giornalistici di avere il coraggio
di scrivere anche quello che di buono questa scuola
riesce a fare tutti i giorni».
TOTÒ ARANCIO |