PORTO EMPEDOCLE. f.d.m.) Antonio Falzone,
empedoclino di 22 anni è ormai un assiduo
frequentatore delle patrie galere. Ieri mattina c’è
finito di nuovo, per la seconda volta in due mesi,
questa volta per il reato di detenzione ai fini di
spaccio di sostanza stupefacente. Ad ammanettarlo
nella propria casa sono stati ancora una volta i
carabinieri della locale stazione, agli ordini del
maresciallo Roberto Narbona,
coordinati dalla Compagnia di
Agrigento alla guida del capitano
Giuseppe Asti. I militari dell’Arma una
volta entrati nell’abitazione di Falzone
hanno trovato 6 grammi di hashish,
sistemato già in cinque dosi.
Evidentemente erano sul punto di
essere commercializzate nel fiorente
mercato della droga della cittadina
marinara. Le manette ai polsi del
ventiduenne sono scattate in pochi
secondi, sfociando nella traduzione dell’arrestato nel
carcere di contrada Petrusa. Falzone, come detto, nel
penitenziario del capoluogo ci entrò ai primi dello
scorso gennaio. La sera dell’Epifania ebbe la geniale
idea di entrare nel Punto Snai di piazza Italia, sempre
a Porto Empedocle, insieme a un suo «collega»
Giacomo Verderame. Anche quella volta gli andò
male però, perché ad aspettarlo all’uscita del locale
c’erano ancora loro, i carabinieri, con le manette
pronte a tintinnare ai suoi polsi. Dopo qualche giorno
uscì di galera, ieri c’è ritornato. Adesso tocca al suo
legale, l’avvocato Daniele Re, cercare di farlo uscire. |