Nonostante gli annunci e i proclami,
è ancora impossibile attraversare
il centro. Ovvero percorrere la via Vittorio
Emanuele, quella che lambisce via
del Carmine, dove ancora le transenne
sono alte e tutta l’area del crollo ancora
sotto sequestro. La parte più stretta,
quella subito dopo piazza Garibaldi, era
stata chiusa, come altre decine di strade
del centro storico, in quanto si doveva
demolire una vecchia casa oggetto da
tempo di ordinanza. Una chiusura che ha
messo in ginocchio la già precaria circolazione
stradale. Chiusa quel tratto di
via la circolazione si ferma in piazza Garibaldi,
chi distrattamente o inconsapevolmente
vi si avventurava ne rimaneva
impigliato, e se non si è esperti delle
strette vie del centro si rischia di far notte
prima di venirne a capo. Situazione
che ha fatto saltare la pazienza ai commercianti
della zona che si erano ritrovati
senza clienti.
«La casa è stata demolita e abbiamo
deciso di riaprire la strada anche se le
macerie ancora non sono state rimosse -
aveva detto ieri l’assessore al Traffico
Michele Montalbano - saranno smaltite
in seguito». Ma la via Vittorio Emanuele
è rimasta inesorabilmente chiusa, come
anche la via San Calogero dove i lavori di
demolizione dell’immobile interessato
inizieranno in settimana. Chiusa in due
tratti via Pirandello, impraticabile via
Zanella così come il secondo tratto di via
Umberto; transenne alte anche in via
Caporale Vullo per non parlare delle altre
decine di viuzze secondarie off limits.
La mancata apertura di via Vittorio
Emanuele è l’unica novità concreta a 37
giorni dalla tragedia di via del Carmine,
tutto il resto deve concretizzarsi. Le 65
persone sfollate sono ancora senza casa,
alloggiate al Boccone del povero o altre
strutture, con molti che lo hanno fatto in
maniera privata. Qualcuno aspetta gli
eventi, rassegnato o ancora frastornato e
incapace di reagire, qualche altra famiglia
protesta è vuole tornare a casa propria.
La famiglia Bellavia, raggiunta da
tanta solidarietà aspetta una casa e nel
frattempo ha preferito rimanere ospite
dei parenti.
Intanto c’è chi, in rete, si è fatto promotore
dell’iniziativa di intitolare una
villa comunale, alle piccole Marianna e
Chiara Pia: «E’ giusto che la tragedia di
via del Carmine non venga dimenticata
- scrivono i blogger - e così come è stato
per il piccolo Stefano Pompeo, anche le
due piccole e innocenti vittime del vengano
ricordate con l’intitolazione di un
luogo di aggregazione dei giovani favarese
».
Il luogo da dedicare, scelto da un sondaggio
potrebbe essere la villa della Pace.
GIUSEPPE MOSCATO |